Diabete e sordità: due patologie strettamente legate tra di loro

Diabete e sordità: due patologie strettamente legate tra di loro

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Nella nostra Area scientifica abbiamo già in passato trattato l’argomento della correlazione tra diabete e sordità.
Prevenire il diabete, o anche gestirlo nella maniera migliore, significa anche proteggere l’udito. Una relazione di cui occorre tener conto dato l’aumento dell’età media. Infatti diabete e sordità sono due condizioni frequenti nelle persone anziane, e, la seconda, è molto spesso conseguenza della prima.
Nel diabete l’alto livello di glucosio nel sangue risulta essere legato a svariati fattori di rischio come ipertensione, retinopatia, nefropatia e neuropatia. Anche la maggiore sofferenza dell’orecchio interno con conseguente perdita uditiva sarebbe quindi una delle numerose complicanze del diabete.
Uno studio di qualche tempo fa, pubblicato su Annals of Internal Medicine e realizzato dal National Institutes of Health americano, evidenziò una prevalenza doppia della perdita di udito nelle persone adulte con diabete rispetto a individui sani. L’associazione tra diabete e perdita di udito era maggiore con riferimento alla capacità di percepire le alte frequenze.

A tal proposito il Dottor Malvezzi (otorinolaringoiatra e specialista in chirurgia cervico facciale dell’ospedale Humanitas) ha recentemente dichiarato

Il diabete è dunque uno dei fattori di rischio da controllare per proteggere l’orecchio?

«Il diabete è uno dei fattori di rischio da controllare per proteggere l’orecchio e va compensato farmacologicamente. L’esercizio fisico è poi di grande aiuto perché fondamentale per la circolazione e ossigenazione del sangue. Favorisce la metabolizzazione di zuccheri e lipidi e ne riduce l’accumulo nel sangue. Si controlla così il rischio di trombosi che, per il particolare circolo ematico dell’orecchio – circolo terminale – sarebbe oltremodo drammatico. Infatti se un vaso si chiude, il gruppo di cellule a cui porta ossigeno muoiono e non vengono più sostituite, si determina così un danno permanente».
«La prevenzione spesso parte da una vita sana – aggiunge il dottor Malvezzi. L’esercizio fisico è uno di questi presupposti, l’altro la buona alimentazione. L’American Academy of Otolaryngology-Head and Neck Surgery Foundation sottolinea come una dieta ricca di folati e sali di acido folico sia protettiva per il nostro udito. Non stiamo parlando di cibi stravaganti, ma di uova, cereali integrali, legumi, spinaci, broccoli e insalata a foglia larga. Alimenti che, presenti sulle nostre tavole, contribuirebbero a mantenere bassi i livelli ematici di omocisteina, un metabolita della coagulazione correlato all’aumentato rischio tromboembolico. Quindi più folati, ovvero più cibo verde, meno omocisteina, sangue più fluido e più ossigenazione per le cellule dell’orecchio interno. Tutti sappiamo che più ossigeno per i nostri tessuti significa più vita», conclude lo specialista.

Pubblicato in Area Scientifica