I bambini e l’ipoacusia

I bambini e l’ipoacusia

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La perdita dell’udito infantile può essere di differenti tipologie:
Neuro-sensoriale: causata da fattori congeniti come la toxoplasmosi, la rosolia, il CMV, herpes…
Conduttiva: è provocata da anomalie nella formazione dell’orecchio.
Acquisita: è più frequentemente dovuta a un eccesso di cerume nel condotto uditivo, a corpi estranei nell’orecchio, a tumori, a otiti o alla perforazione del timpano.

I primi segnali di una perdita di capacità uditiva sono:
Il bambino chiede spesso alle persone di ripetere ciò che hanno detto
Ascoltare la musica o guardare la TV a un volume elevato
Difficoltà a sentire il telefono o il campanello di casa
Senso di stanchezza o spossatezza

Ogni anno in Italia nascono circa 2000 bambini con sordità grave che rischiano di essere molto penalizzati se la loro ipoacusia non viene scoperta subito e affrontata in modo corretto. «La perdita di udito può compromettere apprendimento del linguaggio e comprensione della lingua – conferma il professor Giovanni Felisati, direttore della Clinica otorinolaringoiatrica dell’Ospedale universitario San Paolo di Milano -. Ciò vale per le sordità gravi, ma in misura minore anche per le forme medie, in particolare quelle legate, banalmente, alla presenza di catarro nell’orecchio. Non solo, una perdita di udito anche solo media o medio-grave può avere ripercussioni negative su qualunque tipo di apprendimento, fra cui anche difficoltà nel calcolo matematico. L’ipoacusia in un bambino si ripercuote sulle performance scolastiche, sulla salute mentale, sull’autostima e, in proiezione, sulle sue future opportunità sociali e lavorative».

Che cosa fare?
«Se si sospetta una perdita di udito bisogna far visitare il bambino da un otorino o da un audiofonologo ed eseguire una valutazione audiometrica associata ad altre indagini che suggerirà lo specialista in base all’età del piccolo e al tipo di perdita uditiva sospettata. La maggior parte dei bambini con ipoacusia ha un udito residuo utilizzabile e, già a partire dai tre mesi di età, può essere considerato l’uso di protesi acustiche. Nei bambini con sordità profonda e grave dovuta a un difetto del labirinto (coclea) può inoltre essere preso in considerazione il ricorso all’impianto cocleare. Infine nelle perdite uditive legate a forme catarrali croniche, meno insidiose, ma tanto diffuse, si può contare su diversi approcci che vanno dai lavaggi nasali alle cure termali o, secondo l’indicazione dello specialista, a manovre per la liberazione delle tube di Eustachio (insufflazioni endotimpaniche) fino all’intervento chirurgico (adenoidectomia, miringocentesi, applicazione di tubi di ventilazione)».

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