Cosa è l’esame vestibolare e in che circostanze viene richiesto

Cosa è l’esame vestibolare e in che circostanze viene richiesto


Frequenti vertigini ed episodi di labirintite possono essere la spia di disturbi o patologie che è possibile scoprire rivolgendosi ad uno specialista otorinolaringoiatra.
Tra le indagini che possono essere prescritte dal medico, rientra l’esame vestibolare.

L’esame vestibolare è un test particolare che consente all’otorinolaringoiatra di comprendere quale è il motivo alla base di vertigini, problemi di equilibrio o giramenti di testa frequenti i quali possono avere conseguenze sull’udito con una significativa riduzione della capacità di sentire.
Attraverso l’esame vestibolare, infatti, si indaga il corretto funzionamento di vestibolo e labirinto, i due diretti responsabili dei nostri movimenti, sia corporei che riguardanti la testa.

L’otorinolaringoiatra sottopone il paziente ad una serie di prove volte a stimolare l’apparato vestibolare, ovvero la parte più interna dell’orecchio. L’obiettivo è verificare il suo corretto funzionamento o l’eventuale presenza di disfunzioni.
Le principali prove che vengono svolte sono:

1. Prove di Romberg, eseguite per valutare le oscillazioni del corpo del paziente in piedi in equilibrio per 30 secondi, prima con gli occhi aperti e poi chiusi.
2. Osservazione del nistagmo ovvero di una serie di movimenti oscillatori involontari degli occhi innescati da un paio di occhiali specifici che vengono indossati dal paziente sottoposto al test.

Chi deve sottoporsi ad esame vestibolare deve rispettare alcune indicazioni importanti.
Per prima cosa è sconsigliato assumere cibi nelle ore che precedono la visita e recarsi all’appuntamento con un accompagnatore in quanto i test cui il paziente è sottoposto possono provocare sintomi quali:
• nausea;
• vertigini e perdita dell’equilibrio.

Anche eventuali farmaci contro le vertigini devono essere sospesi qualche giorno prima dell’esame perché potrebbero falsare il risultato dei test.

Con l’esame vestibolare possono essere diagnosticati disturbi che originano nella parte più interna dell’orecchio e che sono responsabili di stati di malessere anche molto invalidanti.
Tra questi rientrano:
1. vertigine parossistica posizionale benigna, che può essere scongiurata mediante alcune specifiche manovre della testa e del collo;
2. labirintite e conseguenti disturbi dell’udito;
3. sindrome di Ménière, spesso connessa a ipoacusia neurosensoriale e acufene.

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