
Immagine realizzata con Chatgpt
Con il passare degli anni, l’udito tende inevitabilmente a peggiorare. È un processo naturale che spesso inizia già nell’età adulta e diventa più evidente con l’invecchiamento. Quando la perdita uditiva arriva a interferire con la comunicazione quotidiana, si parla di presbiacusia, ovvero sordità legata all’età: una condizione che riguarda circa il 40% degli italiani sopra i 65 anni.
La buona notizia? Lo stile di vita – e in particolare l’alimentazione – può fare molto per rallentare questo processo. Secondo una recente ricerca, seguire una dieta equilibrata come la dieta mediterranea potrebbe ridurre fino al 25% il rischio di sviluppare problemi di udito legati all’età.
Il legame tra alimentazione e udito
Che ciò che mangiamo influisca sulla salute dell’udito non è una scoperta recente. Studi precedenti avevano già messo in luce il ruolo protettivo di alcuni nutrienti, come:
i carotenoidi e i betacaroteni, presenti in frutta e verdura colorata (come carote e agrumi),
il folato, contenuto in legumi e verdure a foglia verde,
gli omega 3, abbondanti nel pesce.
Finora, però, mancava una visione più ampia: nessuno studio aveva analizzato in modo sistematico il rapporto tra modelli alimentari completi e perdita dell’udito. È proprio questo il vuoto che ha cercato di colmare una ricerca del Brigham and Women’s Hospital di Boston, pubblicata sull’American Journal of Epidemiology.
Lo studio: cosa hanno scoperto i ricercatori
La ricerca ha coinvolto oltre 3.000 donne americane, con un’età media di 59 anni. Gli studiosi hanno analizzato le loro abitudini alimentari negli ultimi 20 anni, valutando quanto fossero vicine a regimi considerati salutari, come la dieta mediterranea o la dieta DASH, nota per i benefici sulla pressione arteriosa.
Tutte le partecipanti sono state sottoposte a test audiometrici, ripetuti anche dopo tre anni, per osservare eventuali cambiamenti nella capacità uditiva.
I risultati sono stati chiari: chi seguiva un’alimentazione sana mostrava un rischio significativamente più basso di declino dell’udito. In particolare:
circa 30% in meno di perdita nelle frequenze sonore medie,
circa 25% in meno nelle frequenze alte, quelle che tendono a deteriorarsi prima con l’età.
Un problema che inizia prima di quanto pensiamo
Un dato che ha colpito i ricercatori è la rapidità con cui il declino uditivo può manifestarsi. Come spiega Sharon Curhan, epidemiologa e coordinatrice dello studio, molte donne avevano tra i 50 e i 60 anni, un’età in cui raramente si pensa all’udito come a un problema.
Eppure, in soli tre anni:
il 19% ha mostrato una perdita nelle frequenze basse,
il 38% in quelle medie,
quasi il 50% in quelle alte, fondamentali per comprendere il linguaggio.
La conclusione
Proteggere l’udito non significa solo evitare rumori troppo forti o fare controlli periodici. Anche ciò che portiamo in tavola può fare la differenza. Seguire una dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, pesce, legumi e grassi “buoni”, non aiuta solo cuore e cervello, ma potrebbe essere un valido alleato anche per sentire meglio più a lungo.
